TITOLO:Il filo d'erba Verso una teologia della creatura a partire da una novella di Pirandello A cura di Gabriella Caramore
DESCRIZIONE:Una teologia della creatura oggi non può non guardare, a occhi spalancati, dentro il cuore pulsante del vivente. L’idea che un filo d’erba possa vibrare di sensibilità entrando in viva relazione con il mondo umano emerge dalla novella di Luigi Pirandello, Canta l’Epistola. E solo una teologia come quella di Paolo De Benedetti è capace di cogliere la creaturalità di una bellezza deperibile e inerme come quella di un filo d’erba. Non in virtù di una sensibilità ecologica estesa anche alle cose inanimate – un sentimento pur lodevole che oggi però è abbastanza diffuso, almeno nelle anime più avvertite – ma in virtù di una precisa lettura della Parola biblica, che interpreta la storia a partire dal basso, dall’infimo, dal perdente. COMMENTO: A partire da un celebre racconto di Luigi Pirandello, De Benedetti riflette con finezza sul significato del creato. PAOLO DE BENEDETTI è docente di Giudaismo presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, e di Antico Testamento presso gli Istituti di Scienze Religiose dell’Università di Urbino e di Trento. Tra i suoi scritti presso la Morcelliana ricordiamo: La chiamata di Samuele (20062); Quale Dio? Una domanda dalla storia (20066); Introduzione al Giudaismo (20012); A sua immagine. Una lettura della Genesi (20002); Sulla Pasqua (2001); E il loro grido salì a Dio. Commento all’Esodo (2002); Qohelet. Un commento (20042); La morte di Mosè e altri esempi (20064); Teologia degli animali (20083).